Savasana e l’arte del rilassamento

 

“Lasciarsi andare è l’asana di gran lunga più difficile”
B.K.S. Iyengar

In Sanscrito Sava significa cadavere e Asana significa postura, perciò Savasana (o Shavasana) è considerata la posizione del cadavere e, infatti, quest’asana ricorda proprio un corpo privo di vita, che rimane fermo e immobile.
Con l’immobilità, e mantenendo la mente in quiete, ma in piena coscienza, si impara a rilassarsi.
Il rilassamento consapevole rinvigorisce e rinfresca sia il corpo che la mente. E’ però più difficile mantenere in quiete la mente piuttosto che il corpo. Quindi quest’asana, apparentemente facile, è una delle più difficili da imparare.
Questo perché l’arte del rilassamento è molto più difficile di quello che sembra e, a differenza di tutti gli altri asana, richiede di rilassare la mente per arrendersi totalmente al momento presente.
E’ la totale arresa al momento presente. Ci vuole molto tempo, tanta pratica e sopratutto molta pazienza prima di riuscire ad arrendersi completamente.
Sfortunatamente oggi la società ci obbliga ad andare sempre di corsa ed a essere sempre più produttivi, facendoci dimenticare come si sta bene quando siamo del tutto rilassati.
Grazie a SHAVASANA però, possiamo allenarci e riuscire a fermarsi per un momento, calmare la mente, fermare tutte le nostre preoccupazioni, rilassare tutto il corpo e riuscire a vivere il momento presente.
E’ interessante e curioso osservare chi pratica quest’asana, soprattutto per i principianti: il corpo e sopratutto la mente causano distrazioni che non sono facili da togliere. Appena si prova a rilassare il proprio corpo, vengono in mente mille pensieri e si sente comunque il bisogno di muoversi, di andare, di correre via, perché “la lezione in fondo è terminata”.

Shavasana come rimedio

Una respirazione ferma, tranquilla, profonda e regolare, calma nervi e mente. La tensione del vivere nella nostra società moderna comporta uno sforzo notevole sui nervi per i quali Shavasana è il miglior rimedio.
Questa posizione viene praticata alla fine di qualsiasi sessione di yoga ed ha lo scopo di far rilassare profondamente sia il corpo che la mente e (eventualmente) di far riconoscere al praticante la sua vera natura.
Non saltare mai Shavasana! Il rilassamento e lo stato di completa arrendevolezza e pace che questa posizione crea, sono esattamente lo scopo principale della pratica dello yoga.
Il corpo in questa posizione si raffredda molto rapidamente. Una coperta ti aiuterà notevolmente sia per non sentire freddo che per restare più rilassato nella posizione.

I benefici di Shavasana

Fin dalle prime volte che si pratica ci si sente più rilassati, meno stressati e meno stanchi.
Shavasana infatti è profondamente rilassante per la mente e, alleviando lo stress, aiuta chi soffre di insonnia e migliora la qualità del sonno, permette a lievi forme di depressione di scomparire, aiuta a ridurre l’ansia, riduce la stanchezza, mitiga alcune tensioni muscolari, migliora la concentrazione e la memoria ed infine permette che gli effetti benefici della pratica si cristallizzino ed arrivino in profondità.

Come fare Shavasana

Innanzitutto sdraiati a pancia in su sul tappetino, distendi le gambe e allunga le braccia lungo il torso con i palmi delle mani rivolti verso l’alto.
Rilassa entrambe le gambe facendo si che le punte dei piedi ruotino leggermente verso l’esterno. Assicurati che siano aperte e ruotate equamente. Se non lo sono, aggiustati come puoi affinché lo siano.
Rilassa le spalle e apri bene le scapole. Ora, tenendo le spalle ferme, delicatamente porta le braccia a terra posizionandole ai lati del corpo alla stessa distanza. A questo punto lascia che si rilassino e che si aprano verso l’esterno. Usa la mente ed il respiro per far si che si rilassino ulteriormente
Cerca di distendere tutto il collo in modo che si trovi sia allungato che rilassato.
Chiudi gli occhi.
Lascia che il respiro entri ed esca naturalmente, senza forzarlo in nessun modo.
Lascia il corpo totalmente abbandonato a terra. Sentilo pesante e lascia che si rilassi sempre di più ad ogni respiro.
Rimani in Shavasana dai 5 ai 15 minuti
Per uscire dalla posizione del cadavere comincia a muovere leggermente i piedi, le mani ed il collo, porta le ginocchia verso il petto e poi rotolati sul fianco preferito. Se possibile, mantieni gli occhi chiusi anche in questa fase per aiutarti a mantenere il più possibile i benefici di quest’ asana. Riposa ancora un minuto sul fianco e quando sei pronto, mettiti lentamente a sedere utilizzando i muscoli delle braccia, senza forzare la schiena; solleva per ultima la testa.

Alessia Morgana

Insegnante del centro Shanta Pani School di Genova