“Vinyasa” deriva dal nyasa, termine Sanscrito che significa “piazzare”, e dal prefisso vi, “in modo speciale” come nella disposizione delle note musicale in un raga, i passi lungo un sentiero verso la parte superiore di una montagna o il collegamento di un asana all’altra. Nel mondo dello yoga la comprensione più comune di Vinyasa è come una sequenza fluida di asana specifica coordinata con i movimenti del respiro. “Dhara” significa flusso, ad intendere una sequenza armonica e ritmica di asana.

Vinyasa Yoga Dhara è una pratica con la quale si uniscono respiro, movimento e concentrazione. Con la pratica si producono un’elevata sudorazione, un innalzamento delle endorfine ed una respirazione controllata, che conducono ad una concentrazione massima per entrare nel flusso del Vinyasa Yoga Dhara. Il movimento fluido ed energico tonifica a livello muscolare, cardiovascolare e rende pulito il sistema linfatico; la respirazione (Pranayama Ujjayi) tonifica a livello polmonare ed energetico.

La direzione dello sguardo (Drishti) favorisce la concentrazione in un unico punto senza dare spazio ad elementi di disturbo esterni. I fissaggi posturali (Bandha) permettono di regolare il flusso dell’energia vitale (prana) che scorre nel corpo all’interno di sottili canali energetici chiamati nadi. Grazie a queste chiusure il mantenimento così come l’entrata e l’uscita dagli asana sarà facilitata.

– Mūla Bandha, ottenuto attraverso la contrazione del perineo.

– Uḍḍīyāna Bandha è la contrazione della parte bassa addominale ottenuta portando l’ombelico verso la colonna e verso l’alto. Supporta la respirazione evitando la caduta degli organi addominali verso il basso e favorendo la massima espansione del diaframma.

– Jàlandhara Bandha si ottiene abbassando leggermente il mento mentre si solleva lo sterno.

Gli Asana

Questa parola, che normalmente si traduce come «posizione», significa «ciò che è saldo e comodo» e sottintende per uno yogin tutte le posizioni del corpo in cui sono presenti stabilità, immobilità, assenza di sforzo.
Gli Asana dello Yoga sono degli strumenti di lavoro precisissimi e, come tali, devono essere insegnate e prescritte da insegnanti specializzati. E’ importante praticare a stomaco vuoto e aspettare almeno 3 o 4 ore dopo il pasto. Acqua o tisane possono essere prese in piccole quantità prima della pratica. Non bevete mai durante o subito dopo la pratica;
I movimenti saranno eseguiti con grande dolcezza, senza sforzi. E’ consigliato un abbigliamento comodo, elastico e non ingombrante. La pratica si fa a piedi scalzi, le calze possono essere indossate durante il rilassamento.