L’Albero Marziale

Le arti marziali sono conosciute e diventate famose in Occidente per quelle che sono le loro caratteristiche offensive e difensive in un potenziale combattimento, e proprio con questo scopo sono sempre più persone si mettono alla ricerca dell’arte Marziale perfetta, che abbia grandi capacità offensive e difensive e che sia apprendibile nel minor tempo possibile con i migliori risultati per se stessi.
Ovviamente dalla domanda nasce l’offerta e così gli stili di rapido apprendimento e grande potenziale aggressivo e difensivo si fanno strada benvoluti dal pubblico.

Tuttavia, quando io penso alle arti marziali, immediatamente mi viene in mente un albero…

Strano per molti, perché un albero? D’altronde l’albero non è veloce, sincronizzato, non ha potere d’attacco e nemmeno molta difesa, è lì fermo e… radicato.

Eppure, l’albero ha molti più aspetti marziali di quanto si possa immaginare, ovviamente facendo riferimento alle  arti marziali tradizionali, quelle che hanno accompagnato i loro cultori nei secoli precedenti ad alcune trasposizioni odierne.

Per esempio l’artista marziale deve essere ben radicato: solo se le sue radici sono forti avrà a disposizione tutta la sua forza.

Deve essere morbido nelle parti aeree come le fronde dell’albero ma forte nelle gambe come il tronco di una quercia.

Deve acquisire la sua abilità con la pratica, nel tempo, senza fretta, seguendo una pratica e un ascolto che vadano sempre più in profondità, entrando in lui, strato dopo strato, fino a maturare una  corteccia che sia di tutto rispetto, un’espressione esterna della forza che ha dentro.

Avete  mai confrontato alcuni alberi secolari rispetto con i ramoscelli giovani? Non sono certo più deboli perché più vecchi, ma decisamente il contrario.

Tutto questo è l’anima delle arti marziali come le ho conosciute io.

Un lungo percorso per avere radici forti e fronde mosse dal vento, un profonda corteccia generata dalla saggezza dell’esperienza, la connessione tra il cielo e la terra.

 

Maurizio Vitale

Maestro TaiChi Chuan e Mei Quan presso Shantapanischool