Praticare lo Yoga per vincere la depressione

La relazione tra lo yoga e la depressione può essere difficile da comprendere, soprattutto se si considera che uno dei principali sintomi di questo disturbo è l’apatia verso quasi tutti i tipi di attività.

Tuttavia, la pratica di questa disciplina offre molteplici vantaggi a chi soffre di depressione.

Depressione è un termine che viene utilizzato per indicare la presenza di umore triste, vuoto o irritabile, accompagnato da modificazioni fisiche, fisiologiche e cognitive che incidono in modo significativo sulla capacità di funzionamento dell’individuo.

La depressione è un disturbo diffuso tra la popolazione generale e quindi molto ben conosciuto. Sembra, infatti, che ne soffra dal 10% al 15% della popolazione, con una frequenza maggiore tra le donne.

La maggior parte dei soggetti depressi lamenta sintomi che spesso non vengono neanche associati facilmente alla depressione stessa quali stanchezza cronica, malesseri fisici, apatia, astenia, calo del desiderio, irritabilità, ecc.

I sintomi della depressione sono svariati e vanno da una ridotta capacità di concentrarsi o prendere anche piccole decisioni, dove vi può essere distraibilità o difficoltà di memoria, alla tendenza molto forte ad incolparsi, svalutarsi, sentirsi indegno.

Le ruminazioni su piccoli errori del passato sono all’ordine del giorno e gli eventi quotidiani neutri o banali vengono interpretati come prova di difetti o mancanze personali.

Una marcata tristezza quasi quotidiana, tanto che l’umore ed i pensieri sono sempre negativi. Un vero e proprio dolore di vivere, che porta non riuscire a godersi più nulla.

Infatti, la perdita di piacere nello svolgere hobby o attività che prima erano attivamente ricercate è una caratteristica sempre presente nei disturbi depressivi. Vi può essere ritiro sociale, abbandono delle occupazioni piacevoli.

A livello fisico una marcata affaticabilità, per cui la persona si sente spossata e stanca anche in assenza di attività motoria. I più piccoli compiti sembrano richiedere uno sforzo considerevole e può essere ridotta l’efficienza nel loro svolgimento.

Un appetito aumentato o diminuito. Solitamente vi è una perdita di peso e un dimagrimento, alcuni individui riferiscono di doversi sforzare di mangiare. Altri possono mangiare di più e desiderare fortemente cibi particolari (per es., dolci o altri carboidrati), come se cercassero conforto nel cibo. Un aumento o una diminuzione del sonno.

Alcune persone possono svegliarsi presto, avere frequenti risvegli notturni o faticare ad addormentarsi, senza sentirsi riposati al mattino, altri arrivano a dormire troppo (ipersonnia).

Un marcato rallentamento motorio che si può manifestare come maggiore lentezza nel fare le cose, nell’eloquio, pensieri e movimenti del corpo rallentati, o, al contrario, una marcata agitazione in cui vi è l’incapacità di stare seduti, passeggiare avanti e indietro, stropicciarsi le mani, tirarsi o sfregarsi la pelle, i vestiti o altri oggetti.

Mal di testa, palpitazioni o tachicardia, dolori muscolari, alle ossa, alle articolazioni e addominali. Le persone possono avere la sensazione di avere la testa confusa o vuota.

E’ bene tener presente che i sintomi della depressione possono essere talvolta subdoli, al punto che nessuno si accorge del problema, talvolta neanche il soggetto stesso, che tende ad attribuirli a normale stanchezza, stress, nervosismo o problemi lavorativi, familiari o di coppia.

E’ infatti piuttosto frequente il caso in cui la persona depressa non voglia riconoscere il proprio stato interno, che lo porta a vedere “tutto nero”, ad essere intollerante, irritabile, pessimista, nervoso, distante, ecc., e ritenga che esso sia solo la conseguenza di fattori esterni che andrebbero modificati (lavoro, coppia, denaro, figli, ecc.).

Altri fattori biologici, si riferiscono alle alterazioni a livello neurotrasmettitoriale, ormonale e nel sistema immunitario. Ad esempio alterazioni nella regolazione dei neurotrasmettitori quali noradrenalina e serotonina, alterando la trasmissione degli impulsi nervosi possono incidere sull’iniziativa del soggetto, sul sonno, sul rimuginio e nelle interazioni con gli altri.

Mentre fattori psicologici e sociali , a livello psicosociale, eventi di vita stressanti sono stati ben riconosciuti come fattori precipitanti gli episodi depressivi, tra questi vi possono essere lutti, conflitti interpersonali e familiari, malattie fisiche, cambiamenti di vita, essere vittima di un reato, separazioni coniugali e dai figli. Tra questi eventi possiamo trovare anche cambiamenti nelle condizioni lavorative o l’inizio di un nuovo tipo di lavoro, la malattia di una persona cara, gravi conflitti familiari, cambiamenti nel giro di amicizie, cambiamenti di città, ecc.

Questi eventi possono essere maggiormente impattanti in persone che hanno avuto esperienze infantili avverse e che mancano quindi di abilità per affrontarli efficacemente.

Inoltre fattori genetici e fisiologici confermano che i familiari di primo grado di individui con depressione hanno un rischio di sviluppare il disturbo da due a quattro volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Ad essere ereditata geneticamente è la predisposizione a sviluppare il disturbo non il disturbo vero e proprio.

Come cercare di risolvere la depressione?

Come cercare di risolvere quindi una depressione ?

Oggigiorno viene fatto un largo uso di farmaci antidepressivi che ormai sono diventati tra i farmaci i più impiegati nella medicina, ma purtroppo i risultati sono spesso modesti e/o temporanei.

Se non si interviene con una valida psicoterapia che aiuta la persona ad acquisire strategie funzionali alla soluzione degli episodi depressivi acuti e alla prevenzione delle ricadute, è altamente probabile che il soggetto vada incontro a recidive ricorrenti.

Uno studio recente negli Stati Uniti ha efficacemente dimostrato l’efficacia dello yoga nella cura delle sindromi depressive ed in particolare l’Hatha yoga, infatti questa forma di yoga si basa su posizioni, pratiche ed esercizi respiratori di tipo psicofisico, il cui obiettivo è quello di controllare la mente e dominare il corpo.

Un  ulteriore  studio negli Stati Uniti ha rilevato che, tra un campione di uomini sottoposi all’uso di una terapia farmacologica ed un altro avente le medesime caratteristiche sottoposto ad una pratica di Hatha yoga costante durante la settimana, il secondo ha risposto in maniera più positiva rispetto al primo, dimostrando effetti più duraturi e permanenti contro i disturbi lamentati.

 

Katia De Lorenzi – Shanta Pani Langhe